ORA LEGALE

CALENDARIO ORA LEGALE 


Vantaggi e svantaggi

Lo scopo dell'ora legale è quello di consentire un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell'illuminazione elettrica. L'ora legale non può ovviamente aumentare le ore di luce disponibili, ma solo indurre un maggior sfruttamento delle ore di luce che sono solitamente "sprecate" a causa delle abitudini di orario.

Si consideri ad esempio una persona che dorma ogni giorno dalle 23 alle 7: d'estate il sole sorge ben prima delle 7, e quindi utilizzando l'ora legale è possibile sfruttare l'ora di luce dalle 6 alle 7 e ritardare di un'ora l'accensione della luce elettrica alla sera.

Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ha stimato che tra il 2004 ed il 2007 l'adozione dell'ora legale ha consentito un risparmio di oltre 2,5 miliardi di kilowattora, per un controvalore di 300 milioni di euro. Il risparmio per il solo 2007 è stato di 645,2 milioni di kilowattora.

Lo stesso risparmio energetico si otterrebbe con l'adozione di uno stile di vita che abbia orari "centrati" rispetto al mezzogiorno (cioè dormire dalle 20 alle 4 anziché dalle 23 alle 7). Su questi argomenti si innescano però considerazioni psicologiche che non sono sotto il controllo dell'amministrazione.

Nei giorni immediatamente successivi al "cambio dell'ora" (ossia al passaggio da ora solare a legale e viceversa), alcune persone lamentano disturbi dovuti all'alterazione del ciclo sonno-veglia. Si tratta dello stesso fenomeno che si riscontra nelle persone che viaggiano in aereo tra paesi separati da diversi fusi orari (il cosiddetto jet lag); in questo caso però l'effetto è minore perché il cambiamento di orario è di una sola ora e molte persone non avvertono alcun disturbo.

sistema solare; le dimensioni dei pianeti e le distanze

Mappa dei fusi orari aggiornata al 2011

Carta dell'illuminazione solare (calcolata per le 13:00 UTC del 2 aprile 2005

██ Stati che adottano l'ora legale.

██ Stati che hanno utilizzato l'ora legale in passato.

██ Stati in cui non vi è mai stata l'ora legale

 

Spostamento dell'ora in avanti Spostamento dell'ora indietro


Anno
Inizio
Fine
1916
dalle ore 24:00 del
3 giugno
alle ore 24:00 estive del
30 settembre
1917
"
31 marzo
"
30 settembre
1918
"
9 marzo
"
6 ottobre
1919
"
1 marzo
"
4 ottobre
1920
"
20 marzo
"
18 settembre
...
1940
dalle ore 24:00 del
14 giugno
 
 
...
1942
 
 
alle ore 03:00 estive del
2 novembre
1943
dalle ore 02:00 del
29 marzo
"
4 ottobre
1944
"
3 aprile
alle ore 02:00 estive del
17 settembre
1945
"
2 aprile
alle ore 01:00 estive del
15 settembre
1946
"
17 marzo
alle ore 03:00 estive del
6 ottobre
1947
dalle ore 00:00 del
16 marzo
alle ore 01:00 estive del
5 ottobre
1948
dalle ore 02:00 del
29 febbraio
alle ore 03:00 estive del
3 ottobre
...
1966
dalle ore 00:00 del
22 maggio
alle ore 24:00 estive del
24 settembre
1967
"
28 maggio
alle ore 01:00 estive del
24 settembre
1968
"
26 maggio
"
22 settembre
1969
"
1 giugno
"
28 settembre
1970
"
31 maggio
"
27 settembre
1971
"
23 maggio
"
26 settembre
1972
"
28 maggio
"
1 ottobre
1973
"
3 giugno
"
30 settembre
1974
"
26 maggio
"
29 settembre
1975
"
1 giugno
"
28 settembre
1976
"
30 maggio
"
26 settembre
1977
"
22 maggio
"
25 settembre
1978
"
28 maggio
"
1 ottobre
1979
"
27 maggio
"
30 settembre
1980
dalle ore 02:00 del
6 aprile
alle ore 03:00 estive del
28 settembre
1981
"
29 marzo
"
27 settembre
1982
"
28 marzo
"
26 settembre
1983
"
27 marzo
"
25 settembre
1984
"
25 marzo
"
30 settembre
1985
"
31 marzo
"
29 settembre
1986
"
30 marzo
"
28 settembre
1987
"
29 marzo
"
27 settembre
1988
"
27 marzo
"
25 settembre
1989
"
26 marzo
"
24 settembre
1990
"
25 marzo
"
30 settembre
1991
"
31 marzo
"
29 settembre
1992
"
29 marzo
"
27 settembre
1993
"
28 marzo
"
26 settembre
1994
"
27 marzo
"
25 settembre
1995
"
26 marzo
"
24 settembre
1996
"
31 marzo
"
27 ottobre
1997
"
30 marzo
"
26 ottobre
1998
"
29 marzo
"
25 ottobre
1999
"
28 marzo
"
31 ottobre
2000
"
26 marzo
"
29 ottobre
2001
"
25 marzo
"
28 ottobre
2002
"
31 marzo
"
27 ottobre
2003
"
30 marzo
"
26 ottobre
2004
"
28 marzo
"
31 ottobre
2005
"
27 marzo
"
30 ottobre
2006
"
26 marzo
"
29 ottobre
2007
"
25 marzo
"
28 ottobre
2008
"
30 marzo
"
26 ottobre
2009
"
29 marzo
"
25 ottobre
2010
"
28 marzo
"
31 ottobre
2011
"
27 marzo
"
30 ottobre
2012
"
25 marzo
"
28 ottobre
2013
"
31 marzo
"
27 ottobre

 

Storia

 

 

Già nel 1784 l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

Adozione dell'ora legale

Per un elenco degli stati che adottano l'ora legale, si può vedere la voce fuso orario.

Europa

Dal 1996 tutti i paesi dell'Unione europea più la Svizzera adottano lo stesso calendario per l'ora legale, nonostante le polemiche di alcuni stati membri.

Il protocollo che regolamenta l'ora legale in Europa stabilisce che per i tre fusi orari, Europa occidentale (UTC) Europa centrale (UTC+1) Europa orientale (UTC+2), il cambio dell'ora avvenga l'ultima domenica di marzo e l'ultima domenica di ottobre allo scoccare delle ore 01:00 UTC, cioè dalle ore 01:00/02:00/03:00 alle ore 02:00/03:00/04:00 in marzo, e viceversa in ottobre. Per i paesi che adottano il fuso orario dell'Europa centrale (UTC+1) quando scattano le ore 2:00 antimeridiane a Berlino gli orologi vengono spostati avanti di un'ora, cioè l'ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene soppressa. Nel passaggio inverso (che avviene l'ultima domenica di ottobre), quando scattano le ore 3:00 antimeridiane si riporta l'orologio indietro di un'ora, cioè l'ora che inizia alle 2:00 e termina alle 3:00 viene ripetuta due volte.

Questi orari sono stati scelti perché sono quelli in cui la circolazione dei treni e degli altri mezzi pubblici è ridotta al minimo e quindi si minimizzano i disallineamenti rispetto agli orari giornalieri programmati. Si noti come l'ora legale scatti contemporaneamente in tutta l'Unione: se il cambio avviene dunque fra le 2 e le 3 nell'Europa centrale, avviene fra l'una e le 2 in Gran Bretagna e in Portogallo, e fra le 3 e le 4 in Grecia.

Italia

In Italia l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, tramite il decreto legislativo n. 631 del 25 maggio, ed è rimasta in uso fino al 1920. Tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa della Seconda guerra mondiale. Durante l'occupazione jugoslava di Trieste l'esercito titino la vietò per segnare anche cronograficamente il distacco della città giuliana dall'Italia. Venne infine adottata definitivamente con una legge del 1965, in periodo di crisi energetica.

L'ora legale stabilita da tale legge, applicata per la prima volta nel 1966, durava quattro mesi, dalla fine di maggio alla fine di settembre; tale durata venne estesa a sei mesi nel 1981, iniziando l'ultima domenica di marzo e terminando l'ultima di settembre. Un ulteriore prolungamento di un mese è stato introdotto nel 1996, insieme con il resto dell'Europa: l'inizio rimane fissato all'ultima domenica di marzo mentre la fine è spostata all'ultima domenica di ottobre.

Svizzera

In Svizzera l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1981. Dal 1996 segue il calendario dell'Unione europea pur non facendone parte.

Paesi equatoriali

In generale, i Paesi della fascia tropicale non adottano l'ora legale, in quanto la variazione delle ore di luce durante l'arco dell'anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina per giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un'ora per aggiungere luce alla sera.

Emisfero australe

Nell'emisfero australe, essendo le stagioni invertite rispetto all'emisfero boreale, anche l'ora legale segue un calendario invertito: in Australia è in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato[3], mentre in Brasile si va dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di febbraio.
 

Considerando la Terra come sferica, e considerando che la rotazione terrestre si compie in 24 ore, dividendo i 360° della rotazione per 24 si può immaginare la superficie sferica divisa in 24 "spicchi" di 15° l'uno, che vengono quindi percorsi in un'ora ciascuno. A questi spicchi si dà il nome di fusi orari, e si assume per convenzione che in tutto il fuso ci sia l'ora del meridiano centrale ad esso, quello che taglia il fuso esattamente a metà.

I fusi orari sono perciò centrati sui meridiani con longitudine multipla di 15°; i confini delle zone di fuso orario risultano però irregolari, in quanto seguono solitamente i confini delle nazioni.

Tutti i fusi orari sono definiti relativamente al Tempo Coordinato Universale (UTC). Il punto di riferimento per i fusi orari è il meridiano primo (longitudine 000) che passa attraverso l'Osservatorio reale di Greenwich, a Londra, Inghilterra. Per questo motivo il termine Tempo medio di Greenwich (GMT) viene ancora spesso utilizzato (dalla BBC ad esempio) per denotare l'"orario base" al quale tutti i fusi orari sono relativi. UTC è, ciò non di meno, il termine ufficiale per l'odierno orario misurato con gli orologi atomici, distinto da quello determinato dall'osservazione astronomica che veniva svolta a Greenwich.

Incidentalmente, GMT (UTC) è l'ora locale di Greenwich solo tra le 01:00 UTC dell'ultima domenica di ottobre e le 01:00 UTC dell'ultima domenica di marzo. Per il resto dell'anno l'ora locale è UTC+1 (a causa dell'ora estiva).

L'ora di un luogo è data relativamente all'UTC. Ad esempio:

  • Roma: UTC+1 (ovvero se sono le 12:00 UTC, allora sono le 13:00 a Roma)
  • Los Angeles, California, USA: UTC-8 (ovvero se sono le 12:00 UTC, allora sono le 04:00 a Los Angeles)
  • Mumbai, India: UTC+5,5 (ovvero se sono le 13:00 UTC, allora sono le 18:30 a Mumbai)
  • Tokyo, Giappone: UTC+9 (ovvero se sono le 11:00 UTC, allora sono le 20:00 a Tokyo)
  • Pechino, Cina: UTC+8 (ovvero se sono le 12:00 UTC, allora sono le 20:00 a Pechino)

Quando l'aggiustamento dovuto ai fusi orari dà un'ora che oltrepassa la mezzanotte, allora la data locale è spostata al giorno dopo. Alcuni esempi:

  • Il Cairo, Egitto: UTC+2 (ovvero se sono le 23:00 UTC di lunedì 15 marzo, allora l'orario del Cairo è la 01:00 di martedì 16 marzo)
  • Auckland, Nuova Zelanda: UTC+12 (ovvero se sono le 21:00 UTC di mercoledì 30 giugno, allora l'orario di Auckland è le 09:00 di giovedì 1º luglio)

Quando l'aggiustamento dovuto ai fusi orari dà un'ora che precede la mezzanotte, allora la data locale è spostata al giorno prima. Alcuni esempi:

  • Buenos Aires, Argentina: UTC-4 (ovvero se sono le 03:00 UTC di sabato 23 luglio, allora l'orario di Buenos Aires è le 23:00 di venerdì 22 luglio)
  • Honolulu, Hawaii, USA: UTC-10 (ovvero se sono le 06:00 UTC di lunedì 1º maggio, allora l'orario di Honolulu è le 20:00 di domenica 30 aprile)

Nota: L'aggiustamento del fuso orario per una specifica locazione può variare a causa dell'uso dell'ora legale.

  • ad esempio, la Nuova Zelanda che è normalmente a UTC+12, osserva un aggiustamento di un'ora, dovuto all'ora legale durante l'estate dell'emisfero australe, che risulta in un'ora locale di UTC+13.

I militari indicano i fusi orari usando delle designazioni ad una singola lettera. La "Z" viene usata per indicare l'UTC, i fusi orari in avanti rispetto all'UTC usano le lettere della prima metà dell'alfabeto latino, mentre quelli indietro rispetto all'UTC sono designati usando la seconda metà. Fusi orari con una deviazione dall'UTC di una quantità non intera usano la lettera dell'ora locale intera più vicina all'UTC, con aggiunto * o †. La lettera "J" si riferisce all'ora locale. Non esistono giurisdizioni che osservino il fuso orario designato dalla lettera "Y" (UTC-12), ma quel particolare fuso orario viene comunque riconosciuto per comodità.

Orario ai poli

Per le regioni polari viene adottata convenzionalmente un'ora corrispondente a UTC per il Polo Nord e UTC+12 al Polo Sud

Le origini

  Per approfondire, vedi la voce Tempo siderale.

Con l'aumentare del sistema degli scambi e degli spostamenti internazionali incominciò a consolidarsi l'idea dell'importanza di individuare un sistema di coordinamento delle diverse ore locali. Si pensi che solamente il 12 dicembre 1866 Roma e Milano adottarono un'ora comune fissata sull'ora corrispondente al meridiano che passava per il Campidoglio. Qualche giorno più tardi (1 gennaio 1867) anche Torino e Bologna si adeguarono al nuovo sistema, mentre ad esempio Venezia lo fece più tardi (1 maggio 1880) e Cagliari solo nel 1886. Con queste decisioni si passò dall'ora locale, segnata dal passare del sole nelle varie località, ad un'ora nazionale. L'introduzione delle diverse ore nazionali non era però ancora sufficiente per realizzare un sistema efficiente di relazioni sul piano internazionale.

I fusi orari furono proposti per la prima volta da Quirico Filopanti. L'idea però non venne realizzata in quanto non trovò negli stati nazionali di allora o nelle istituzioni economiche degli "sponsor" che promuovessero la loro adozione. Non a caso la loro introduzione viene attribuita a Sanford Fleming, ingegnere capo delle ferrovie canadesi, che riprese l'idea per rispondere alle necessità delle compagnie ferroviarie di avere un orario locale coerente tra le varie stazioni. Il 18 novembre 1883 le ferrovie degli Stati Uniti e del Canada divennero le prime a istituire i fusi orari quando stabilirono quattro fusi orari continentali del Nord America.

Il sistema dei fusi orari fu discusso nel corso della Conferenza Internazionale dei Meridiani convocata a Washington D.C. nell'ottobre del 1884 a cui parteciparono 25 paesi tra cui l'Italia. La Conferenza stabilì le regole generali del sistema che fu ufficialmente assunto come standard internazionale a partire dal 1 novembre 1884.

In Italia l'adozione del sistema dei fusi orari fu introdotto con un regio decreto del 10 agosto 1893 e entrò in vigore il 31 ottobre dello stesso anno. Il meridiano di riferimento per il fuso orario al quale appartiene l'Italia passa per il meridiano Termoli – Etna.